Dopo il vertice della settimana scorsa tra Regione, sindaci e l’Ausl della Romagna, ecco che è emersa la necessità di rendere più stringenti le disposizioni in materia di contenimento del virus Covid-19 e le sue varianti. Pertanto il Comune di Rimini da domani 2 marzo fino al 15 marzo sarà in zona “arancione scuro”.
Scatta quindi il divieto di spostamento anche all’interno del proprio Comune, comprese le visite ad amici e parenti a meno che gli spostamenti non siano motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità (come acquisto di beni o serizi) o motivi di salute.
Torna al 100% la didattica a distanza per scuole elementari, medie, superiori e università, in presenza solo asili nido e scuole materne. Si ferma anche tutto ciò che è attività ricreativa e sportiva. Resta invece consentita l’attività sportiva in forma individuale ed esclusivamente all’aperto. Possibile anche svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie.
Il provvedimento sarà operativo fino a domenica 14 marzo compresa. La “zona arancione scuro” è estesa a tutti i comuni della Ausl Romagna escluso il distretto di Forlì: province di Rimini e di Ravenna e il cesenate.
Le dichiarazione del sindaco di Rimini, Andrea Gnassi e dei vertici in Regione.
“ Tutti avremmo voluto il contrario, in primis alunni e famiglie, ma la situazione oggi lascia pochi margini. Quei margini che responsabilmente dovremo tutti nei prossimi giorni cercare di ritrovare con il rigore dei nostri comportamenti, individuali e collettivi. Si torna quindi, per un periodo confidiamo limitato, alla didattica a distanza per tutte le scuole, al vincolo sugli spostamenti personali anche all’interno del proprio Comune: restrizioni che, a differenza di quanto accadeva un anno fa, viaggiano in parallelo alla campagna vaccinale, a cui sono legate le aspettative per uscire definitivamente da questa crisi pandemica. Ed è proprio su questo ultimo aspetto, quello dei vaccini, che il Paese deve accelerare: le famiglie, i lavoratori, le imprese, hanno bisogno di certezze, di tempi definiti. Serve un’immediata accelerazione sulla campagna di vaccinazioni, in modo che si dia un senso e una prospettiva certa e concreta ai cittadini. Stessa cosa vale per i ristori: chiusure, restrizioni, divieti saranno sempre meno compresi se non accompagnati da adeguate risposte in particolare per quei settori e quegli operatori più colpiti dalle misure restrittive che, seppur a corrente alterna, durano da oltre un anno. Programmazione, rapidità, efficacia: di questo abbiamo bisogno per salvaguardare la tenuta sociale delle nostre comunità”.
“Ancora una volta – affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini- accogliamo la richiesta di intervenire arrivata dalla sanità e condivisa coi territori. Insieme ai sindaci prendiamo una decisione difficile e sofferta, consapevoli tutti delle difficoltà e della stanchezza con sui sono alle prese da mesi attività economiche, famiglie, studenti, ma abbiamo il dovere di ascoltare le autorità sanitarie e fare tutto ciò che possiamo per fermare la ripresa del contagio, più veloce a causa di nuove varianti e ora in grado di colpire maggiormente anche giovani e giovanissimi. Siamo al lavoro col Governo per accelerare il più possibile la campagna vaccinale, per avere ristori veloci, anche in presenza di ordinanze regionali, e i congedi parentali, per non lasciare soli i genitori nel momento in cui si agisce sulla scuola. Tenere duro adesso, con molta probabilità vuol dire affrontare l’ultimo miglio e guardare ai prossimi mesi con maggiore fiducia. Facciamolo tutti, ancora una volta”.